Report
I movimenti oculari rappresentano un indice diretto della distribuzione delle risorse attentive e dunque della “realtà percettiva” effettivamente colta da un individuo in una determinata situazione. A volte i movimenti oculari sono guidati dalle caratteristiche degli elementi che compongono la scena (processo button up); altre volte dagli scopi e dalle aspettative di chi la osserva (processo top down).
Analizzare come si muovono i nostri occhi ci aiuta a capire l’efficacia del messaggio o dell’interfaccia che stiamo osservando/usando.
Alla fine del test viene preparato un documento riassuntivo dei risultati emersi grazie a tutti gli eventuali strumenti utilizzati, così composto:
» Sintesi (dei dati emersi)
» Visualizzazione intuitiva (dei dati emersi)
» Indicazioni di restiling
Scan-path e Mapping
Lo scan-path (statico, dinamico o interattivo) riproduce la strategia visiva del soggetto. Questo permette di ricostruire la sequenza d'acceso alle informazioni contenute nello stimolo per poterne interpretare l'importanza nella decodifica operata dagli individui. Lo scanpath può riferirsi ad un singolo individuo o ad un gruppo.
Gaze Replay
Come lo scan-path, ma in modalità dinamica, il gaze replay fornisce la riproduzione video dei movimenti oculari di ogni singolo individuo.
Il replay consente di conoscere la sequenza d'accesso alle diverse aree della scena visiva rendendo possibile un' inferenza sulle priorità attentive dei partecipanti: rileva i dati relativi alla reale percezione delle informazioni mostrate.Nel caso si tratti di uno stimolo video è possibile ottenere il gaze replay cumulativo di tutti i soggetti.
Hot Spot
Gli Hot spot o mappe termiche sono immagini dello stimolo oggetto di studio, caratterizzate da zone colorate in modo più o meno intenso.
Le zone più intense o "calde" rappresentano le aree dello stimolo maggiormente osservate dai soggetti, in termini di frequenza e durata delle fissazioni (soste sugli elementi ritenuti significativi) che determinano il punto di percezione attiva delle informazioni.
Aree di Interesse
Gli elementi informativi, grafici o creativi che compongono una scena visiva possono essere identificati singolarmente come “aree di interesse” (AOI).
Il confronto delle aree di interesse, eterogenee contenute in un singolo stimolo (es. marchio Vs. testo, testo Vs. immagine), o omogenee in diversi stimoli (marchio Vs. marchio, etc.) permette di misurare la qualità (attraverso alcuni parametri stabiliti) informativa della comunicazione. Esistono differenti test: brand monitor, environment test, leggibilità dei testi, etc.
Custom Index
L’eye tracking introduce la possibilità di effettuare misurazioni su indici atti a identificare, attraverso un punteggio o score, la qualità della fruizione/interazione con le diverse tipologie di stimoli.
Tra questi per esempio:
- la soglia di percezione
- la performance visuo/attentiva individuale durante l’esecuzione di compiti
- l’indice qualitativo di interazione
- l’indice di impatto visivo
Metodologie Complementari
In combinazione con metodologia eye tracking, soprattutto negli studi di usabilità e sulla user experience, possono essere impiegate altre metodologie di rilevazioni di dati. Le competenze, nel campo della ricerca, permettono al nostro team di realizzare test basati anche su osservazioni del comportamento e protocolli quali per esempio: verbali spontanei, thinking aloud, cognitive walkthough, questionari, interviste, etc.